Pasqua
Pasqua 2026, in Ciad una carezza alla vita che nasce
Ultimi ritocchi all’intonaco che protegge i muri e ultime verifiche delle coperture, poi, nei prossimi giorni, il lavoro sui concentrerà sugli impianti e sulla veranda esterna.
Il cantiere della “Maternity room” di Bebedjia, in Ciad, uno degli stati più poveri del continente africano, è giunto al tetto.
La dimora, dove ogni nuova nascita sarà presa per mano e accompagnata, è realtà: mattoni, cemento, porte, finestre, tutto al proprio posto.
Un anno fa il progetto era poco più di un perimetro tracciato sul suolo di terra arida della missione comboniana dove da anni opera suor Raffaella Pironti, religiosa originaria di Besozzo. Oggi è luogo e segno di speranza.
Con suor Raffaella abbiamo seguito passo dopo passo l’avanzare della realizzazione: uno spazio protetto, dove sarà possibile prendersi cura delle persone, delle mamme e dei neonati, dei loro fratellini, delle loro famiglie.
Ora è tempo di pensare agli arredi, a tutto ciò che renderà più accoglienti e sicure le stanze: la sala parto, la sala travaglio, la sala ricoveri, l’ambulatorio per le visite, il magazzino, i servizi igienici.
Per questo al completamento dell’opera saranno destinate le risorse raccolte e donate in occasione della Pasqua 2026 attraverso la distribuzione delle colombe e altre iniziative.
La Maternity room, con una adeguata dotazione di strutture e servizi, sarà punto di riferimento di una comunità di oltre 170mila persone distribuite nei villaggi della diocesi di Doba, dove già lo scorso anno, in comunione con Andrea, con suor Raffaella e con il sostegno di tanti amici, avevamo contribuito alla realizzazione di una rete di raccolta e distribuzione di acqua potabile per i pazienti e per il personale sanitario dell’ospedale “Saint Joseph”, aperto nel 1992.
Il cammino prosegue…
